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Ricostruire il sistema immunitario danneggiato ed offrire una nuova possibilità di vita oggi è possibile con il trapianto delle cellule contenute nel sangue del cordone ombelicale.

Tre ragazzini statunitensi hanno ricevuto in dono un’altra vita grazie a questo tipo di trapianto a cui sono stati sottoposti due anni fa al Mattel Children’s Hospital di Los Angeles, per curare delle deficienze congenite del sistema immunitario.
Due dei pazienti (che erano fratelli) erano affetti da una sindrome linfoproliferativa legata al cromosoma X (XLP), l’altro presentava una sindrome da immunodeficienza di iper-IgM, legata anch’essa al cromosoma X (XHIM). Si tratta, in ambedue i casi, di patologie rare (1 su 100.000 bambini) in cui i soggetti presentano delle deficienze nella produzione di anticorpi e di cellule T.

Il successo dei tre trapianti ha dato una svolta al trattamento di queste patologie; infatti, il sangue del cordone ombelicale era stato utilizzato precedentemente per altre immunodeficienze, ma mai per la XLP o la XHIM. Per queste due patologie su menzionate, infatti, il trattamento di preferenza era costituito dal trapianto di midollo osseo, per il quale, però, la compatibilità tra donatore e ricevente deve essere perfetta (a fronte di una compatibilità necessaria del 50% per quanto riguarda il sangue del cordone ombelicale) it.wikipedia.org.

Considerando che il cordone ombelicale è un parte del corpo umano che resta inutilizzata dopo il parto, esso potrebbe rappresentare una risorsa più facilmente usufruibile, e con maggiori vantaggi rispetto al midollo osseo, per salvare altre vite umane e per ridare speranza a tanti bambini in attesa di trapianto.

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